Garfagnana: viaggio alla scoperta di un piccolo paradiso

Se leggendo il titolo del post vi siete chiesti: ma dove si trova la Garfagnana non vergognatevi… fino a poco tempo fa non lo sapevo nemmeno io 😛 (l’unica informata sembrava essere mia madre grazie a Linea Verde).

Oggi sono qui proprio per farvi conoscere questa terra incantata dai paesaggi mozzafiato e farvi venire la voglia di visitarla!

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 La Garfagnana altro non è che una regione della provincia di Lucca compresa tra le Alpi Apuane e l’Appennino toscoemiliano. Questa la corretta definizione geografica. Con il cuore ve la descrivo come l’unione di 16 piccoli comuni incastonati in un paesaggio montano di rara bellezza.

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Alle doti innate del territorio, frutto del capriccio di madre natura, si affiancano quelle dei garfagnini (NDR abitanti della Garfagnana) che negli ultimi anni hanno puntato sulla unicità della loro terra, valorizzandone il territorio ed i prodotti.

Il Farro

Partiamo dal farro punto di forza ed eccellenza. Si tratta infatti di una varietà particolare che si è adattata ai terreni locali (difficili da gestire, essendo tutti piccoli appezzamenti disseminati tra le colline) e che ha ricevuto il riconoscimento IGP dall’Unione Europea (è buonissimo, l’ho usato in questa ricetta qui).

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La coltivazione, come vi dicevo, non è agevole, il terreno è spesso ostile, i cinghiali non danno tregua, ma i Garfagnini si sono riuniti in una cooperativa, la Garfagnana Coop, che porta avanti con orgoglio una produzione biologica.

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Banca del Germoplasma

Questa volontà di tutela del prodotto locale trova la sua massima espressione nel centro “La Piana” che ospita una sede della banca regionale del germoplasma, dove vengono conservate e riprodotte varietà orticole e frutticole locali.

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La banca in una prima fase ha raccolto le varietà di semi presenti sul territorio avvalendosi dell’aiuto dei bambini nelle scuole, bambini che sono diventati prezioso strumento di raccolta delle piante custodite inconsapevolmente in ogni famiglia.

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Una volta ultimata la fase di raccolta dei semi degli esperti li hanno confrontati selezionati e riprodotti. La banca del germoplasma è coadiuvata nella sua importante missione di salvaguardia della biodiversità dai contadini custodi che non sono altro che cittadini privati amanti del territorio che si impegnano a coltivare una o più varietà custodite dalla banca. Io me li figuravo come persone anziane detentrici della memoria storica della propria terra, ma mi sono trovata di fronte anche a ragazzi giovani desiderosi di veder prosperare il territorio.

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 Il Vino – Podere Concori

Di questa nuova generazione decisa a dare una spinta vitale al territorio fa parte Gabriele Da Prato ed il suo Podere Concori.

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Gabriele nasce come musicista e finisce con il fare il vignaiolo, ma non un vignaiolo qualunque. Per anni la produzione di vino in Garfagnana era stata di profilo molto basso, limitata a vini alla buona da consumare in casa. Gabriele nel 1999 abbandona la musica e decide di produrre un vino che non sia da meno dei vini toscani. Analizza il terreno, studia i vitigni adatti, li pianta e comincia la sua avventura.

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Deve aspettare ben 4 anni per produrre la sua prima bottiglia di vino, ma lui ci crede e va avanti ed alla fine riesce a creare un vino eccellente. Il suo Melograno, in particolare, riscuote ora onori e riconoscimenti e se lo merita (sia il vino che Gabriele 😉 ).

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 Trote- Allevamento La Jara

Un altro esempio degno di nota sono i giovani proprietari dell’allevamento ittico La Jara.

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Dovete sapere che in Garfagnana è diffuso l’allevamento di trote destinate ai laghetti di pesca. Ma i fratelli  Lorenzi hanno deciso di rivalutare un prodotto, la trota appunto, che da sempre era stata parte della dieta del territorio rendendo il proprio un allevamento di trote destinate al consumo. I fratelli Lorenzi si occupano anche dell’affumicazione del pesce in loco.

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La pecora garfagnina bianca e l’azienda agricola Cerasa

Ed arriviamo ora all’esperienza che ha colpito con maggior forza il mio cuore: la storia della pecora bianca garfagnina.

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La Garfagnana è un territorio collinare privo di pascoli adatti a soddisfare il fabbisogno giornaliero di un animale ruminante. La pecora Garfagnina si è adattata nel corso dei secoli alle peculirità del territorio.

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Purtroppo negli anni 70′ la presenza di questa razza si era drasticamente ridotta a vantaggio di specie produttrici di una maggiore quantità di latte (ma inadatte al territorio, con conseguenti problemi di altra natura).

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Nel 2004 è partito un progetto di recupero della specie patrocinato dall’Unione dei Comuni della Garfagnana. Nel progetto è stato coinvolto il signor Mario Cavani e la sua azienda agricola Cerasa, dove sono stati portati i pochi capi superstiti e nel giro di tre anni è stato ricostruito un nucleo nutrito di pecore.

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Gli intenti economici e commerciali non sono sempre conciliabili con i cicli naturali. Le pecore garfagnine stavano per estinguersi perchè produttive di poco latte. Non si è tenuto conto del fatto che la produzione ridotta era dovuta al tipo di alimentazione, che comunque il latte di una pecora garfagnina ha una quantità di grasso nettamente superiore a quella di una pecora normale, che le pecore di altre razze non si sarebbero ben adattate al territorio, che la scarsa alimentazione a cui la pecora garfagnina era abituata le avrebbe portate ad ammalarsi, a produrre meno latte, a morire. In natura ad ogni azione corrisponde una reazione, ma spesso l’uomo sembra dimenticarlo.

L’Azienda Agricola Cerasa è un piccolo gioiellino. Siamo a 939 metri di altezza, si ha sensazione di toccare un cielo con un dito. Ricordate il cartone Heidi? Sembra di essere nella baita del nonno. Mario Cavani e la figlia Ombretta mandano avanti tutto, pecore,produzione dei formaggi, dei salumi, l’agriturismo, la lana. Persone instancabili e senza tempo.

Cerasa

Mangiare qui sopra è un’esperienza indimenticabile. Prodotti a km zero (percorrendo la strada per arrivarci vi renderete conto che è molto più comodo produrre da se che andare a comprare qualcosa in paese), un ambiente fuori dal tempo, la cucina di una volta.

La Fortezza delle Verrucole

L’ultimo e fortissimo esempio di impegno giovanile in questa terra è quello dei coniugi Diego e Giulia Micheli (ragazzi che non hanno ancora festeggiato il trentesimo compleanno) fondatori dell’Associazione M.H.L. che da soli, con l’aiuto saltuario dei propri familiari, hanno rimesso in piedi (dopo un restauro ventennale ad opera del Comune di San Romano in Garfagnana) e ridato vita alla Fortezza delle Verrucole (una fortezza di origine medioevale che si erge nel cuore dell’alta Garfagnana).

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Ad attendervi i coniugi Micheli (vestiti con abbigliamento medioevale) che vi porteranno in un viaggio a ritroso nel tempo per rivivere usi e costumi dell’epoca. Diego vi farà visitare l’interno della fortezza parlando ininterrottamente per 1 ora che però a voi sembreranno solo 5 minuti. La passione che questo ragazzo mette nei suoi racconti, infarciti di aneddoti e nozioni storiche, li rende appassionanti ed irresistibili. Con le loro sole forze questi ragazzi hanno creato un’attrazione interessante per grandi e piccini.

Nella fortezza troverete anche una simpatica taverna “Al Ratto Guerriero” dove potrete non solo ammirare un panorama mozzafiato ma anche degustare bevande tipiche del passato come l’idromele (bevanda a base di miele fermentato) l’ambrosia (liquore a base di erbe) e l’ippocraso (vino in cui vengono fatte macerare spezie ed aromi).

Altri suggerimenti

Tutte le attività di cui vi ho parlato sono visitabili (e non potete perderle). Ma ho ancora piccoli suggerimenti per voi (testati in prima perosona 😉 ).

Il birrificio La Petragnola dove la birra, rigorosamente artigianale, viene prodotta solo con frumento locale.

L’Osteria Vecchio Mulino dove il mitico Andrea Bertucci vi farà assaggiare in un unico tagliere tutte le specialità della Garfagnana che meritano attenzione (accuratamente selezionate da produttori di fiducia) come il biroldo (una sorta di coppa di testa fatta con l’aggiunta di sangue di maiale), la mondiola (un salame aromatizzato con l’alloro), il prosciutto bazzone, il pecorino fatto esclusivamente con latte di pecore garfagnine e il pane di patate (tipico della zona) e di castagne.

birra osteria

Degno di nota anche l’Agriturismo il Grillo in cui il giovane chef Stefano Bertolini dopo aver fatto esperienza in giro per l’Italia ha deciso di tornare a casa propria e valorizzare l’attività di famiglia creando un menù con tocchi innovativi ma con prodotti esclusivamente locali (in foto ammirate tagliolini alle ortiche con ragù di salsiccia e una rivisitazione della pastiera fatta con il farro).

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La Garfagnana è una terra piena di risorse tutte da scoprire. Ci sono moltissime attività da fare, passeggiate, trekking, visite guidate. E quando deciderete di organizzare un bel viaggio per visitarla non esitate a contattare l’efficientissimo Ufficio del Turismo dove una più che competente Antonella Poli saprà consigliarvi e guidarvi (chiamatela in ufficio, lei è disponibolissima 🙂 ).

Concludo questo post ringraziando l’Unione dei Comuni della Garfagnana che ha organizzato questo viaggio stupendo (con lo zampino della summenzionata Antonella Poli, una gran donna davvero). E l’Associazione Italiana Foodblogger (AIFB) di cui faccio orgogliosamente parte e che è sempre promotrice di iniziative di riscoperta del territorio e del buon cibo.

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d’autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

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4 Replies to "Garfagnana: viaggio alla scoperta di un piccolo paradiso"

  • Blogtour in Garfagnana: tra magiche atmosfere e sapori della tradizione | La Caccavella 22 ottobre 2015 (9:55 am)

    […] Daniela Vietri – Cucina, libri e gatti […]

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    sara b 22 ottobre 2015 (10:46 am)

    BEllissimo reportage Daniela: la banca del germoplasma in particolare mi aveva molto colpita anche durante i post live sui social network. Ed è bello scoprire ora che anche i giovani si interessano di queste cose!

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    Alice 22 ottobre 2015 (9:46 pm)

    Brava Daniela! Mi piace molto l’impostazione che hai dato, articolata e movimentata…non c’è rischio di annoiarsi!
    E molto belle le foto, sono rimasta colpita…nonostante avessi visto tutto dal vivo! 😀
    Un abbraccio e…al prossimo blog tour!

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    Annarita Rossi 26 ottobre 2015 (9:10 am)

    E Brava Daniela, mi piace molto questo taglio per argomenti, diverso dal racconto consueto ma di grande effetto. Belle le foto. Grazie di cuore per aver partecipato. Un bacione.

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