Il panzerotto pugliese

Chi mi segue su Instagram mi avrà vista due settimane fa nel mio primo soggiorno in Puglia.

La Puglia è proprio come la descrivono: bella, accogliente e piena di buon cibo!

Ma qui vi parlo non della Puglia in generale ma di due persone che sono andata a conoscere: Ninola e Giovanni i fratelli Frisce e Mange (che letteralmente vuol dire: fritto e mangiato).

fratelli

Cosa si frigge e si mangia? Ma il panzerotto pugliese!

Nicola e Giovanni hanno un’autentica passione per la cucina trasmessagli dalla loro mamma Barbara (ho conosciuto anche lei).

Tanti oggi come oggi si buttano nella ristorazione e fin troppo spesso dietro questa scelta non c’è passione ma solo il desiderio di fare un investimento remunerativo.

Nicola e Giovanni invece amano la strada intrapresa, ed hanno scelto consapevolmente di promuovere una ricetta tradizionale della loro terra d’origine senza fronzoli o paroloni ma con l’uso esclusivo di eccellenti materie prime

Il segreto di un buon panzerotto

Non c’è un trucco particolare che spiega la bontà dei panzerotti fritti da Nicola e Giovanni se non la loro genuinità.

In che senso mi direte voi.

Bene partiamo dalla materie prime. I due fratelli scelgono solo prodotti d’eccellenza locali. Possibilmente a km 0. Devo però dire che il concetto di km 0 lo hanno interpretato in maniera piuttosto rigorosa se tenete conto del fatto che, ad esempio, i formaggi vengono presi in un caseificio artigianale che dista 5 minuti a piedi dalla loro bottega a Gioa del Colle.

lavorazione artigianale

 

Il caseificio De Nittis è molto famoso in zona. Tutto viene ancora fatto a mano senza l’ausilio di macchinari. E dal sapore dei loro prodotti lo si capisce subito!

formaggi artigianali

Lo stesso principio viene seguito per tutte le altre materia prime. Il loro obbiettivo è proporre un prodotto identico a quello che un pugliese mangerebbe a casa propria, con la stessa cura e lo stesso amore.

Ora guardate questa foto del loro panzerotto.

panzerotto pugliese

E’ enorme, la pasta è sottile e per nulla intrisa d’olio.

E’ la lenta e lunga lievitazione a porre un suggello alla bontà di questo prodotto! Con i ripieni poi c’è l’imbarazzo della scelta.

Parlo per esperienza personale. Oltre al classico mozzarella e pomodoro, ho assaggiato capicollo melanzane sott’olio (fatte da mamma Barbara, qui non si compra nulla di già pronto) e provolone e mortadella pomodori secchi (sempre opera di mamma Barbara) e provolone.

Il Food Truck

Nicola e Giovanni hanno mosso i primi passi nella ristorazione in una bottega a Gioia del Colle. Ma hanno poi deciso di girare per l’Italia per il piacere di far assaggiare i loro prodotti anche ad un pubblico diverso e, diciamo così, “profano” rispetto alle tradizioni pugliesi.

food truck

Così si sono lanciati nell’avventura con un food truck (che esteticamente è proprio carino!) a bordo del quale, dotati di una vera e propria cucina, possono spostarsi agevolmente in varie località!

furgone

Quindi se con il mio racconto vi ho fatto venire una voglia irresistibile di assaggiare i loro prodotti non vi resta che seguirli sulla loro pagina Facebook per essere sempre aggiornati sugli eventi a cui prendono parte!

Concludo lasciandovi un brevissimo video della mia ultima sera in Puglia, quando lo “spirito del tamburello” si è impossessato di me ed io ho cominciato chiaramente a dare i numeri :p

 

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