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Vera di Elizabeth von Arnim

Vera di Elizabeth von Arnim è un romanzo assai diverso da quelli a cui l’autrice ci ha abituati.

Sebbene a tratti, soprattutto all’inizio, si trovino accenni a quell’ironia che caratterizza questa scrittrice, questo romanzo è decisamente cupo rispetto ai suoi standard.

Vera di Elizabeth von Arnim: la trama

Lucy, orfana di madre, perde il padre improvvisamente. Nessuna malattia la prepara alla solitudine, la morte dell’uomo è istantanea ed inaspettata.

Mentre Lucy è ancora intenta ad assimilare l’accaduto il destino le para di fronte Everard Wemyss, un uomo all’apparenza gentilissimo e disponibile.

Wemyss ha perso la moglie solo un mese prima in uno sfortunato incidente domestico, rimanendo poi coinvolto in una perniciosa inchiesta giudiziaria da cui è uscito provato.

vera

Desideroso di lasciarsi l’accaduto alle spalle Wemyss si erge a paladino degli interessi di Lucy e con estrema naturalezza, paventando una vicinanza dettata dalle recenti perdite comuni, la aiuta nelle prime incombenze legate al funerale.

Inzia così ad insinuarsi nella sua vita, restandole legato anche all’arrivo dell’unica parente in vita di Lucy, la zia Dot.

Poco alla volta entrambi si innamorano nonostante la differenza d’età (lei 22 anni, lui 45) e finiscono con lo sposarsi. Le remore della zia e degli amici del defunto padre a nulla servono, Lucy si getta a capofitto in un matrimonio che già durante il viaggio di nozze comincia a scricchiolare per la pesante ed ingombrante personalità di Wemyss.

E ben presto la morte della prima moglie, Vera, comincia ad apparire in un chiave diversa.

La recensione

Nonostante sia stato scritto poco meno di un centinaio di anni fa è uno dei libri più attuali che abbia letto.

Per una donna leggere questo romanzo diventa ben presto agghiacciante, perchè ci si immedisima sin troppo nei percorsi mentali della povera Lucy. L’amore da sempre offusca la capacità di giudizio (chiamanete mi riferisco sia agli uomini che alle donne, sebbene gli errori delle donne portino fin troppo spesso a conseguenze più disastrose).

La conoscenza prematrimoniale è sempre falsata dalle circostanze. Il vedersi poco non consente di conoscere una persona sino in fondo, anche in quest’epoca moderna in cui i giovani innamorati godono di grandi libertà.

E’ la convivenza quotidiana a restituire un immagine veritiera della persona che si ha al proprio fianco, quindi si conosce in pieno il proprio compagno/a solo quando è troppo tardi.

E così succede alla povera Lucy che comincia sin da subito ad intravedere la verità. L’egocentrismo e lo smisurato egoismo dell’uomo che le sta al fianco. Una persona pedante ed a tratti maniacale, ossessionata del controllo.

Vediamo la personalità di Lucy (assai debole peraltro) crollare dopo solo un giorno di vita reale trascorsa con lui.

Comprendiamo con il racconto di sole ventiquattro ore come Vera, la prima moglie, sia stata una sorta di eroina a resistere per 25 anni di matrimonio e che il famoso incidente altro non era che un suicidio premeditato e liberatorio.

Ogni parola di Wemyss è un atto di violenza volto a piegare la volontà del prossimo in funzione dei propri desideri. Non ricorre alla forza fisica, la sua è una violenza più sottile e sul lungo periodo più distruttiva.

Questo è un libro che ogni donna dovrebbe leggere, ma soprattutto dovrebbero leggerlo gli uomini per guardare il mondo in una diversa prospettiva.

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