La vita bugiarda degli adulti

Con La vita bugiarda degli adulti torna in libreria Elsa Ferrante dopo il successo planetario dell’Amica Geniale.

C’era una forte attesa per questo nuovo romanzo e la prima ed importantissima cosa da dire è che non è stato un delusione (come credevo).

La vita buguarda degli adulti: la trama

Giovanna ha tredici anni ed un grande amore per il padre. Sarà una frase pronunciata da lui a segnare il punto di svolta verso l’adolescenza.

Giovanna infatti lo sentirà definirla in un discorso con la moglie come “uguale a Vittoria”.

Basterà questa semplice frase ad innescare in maniera irreversibile considerazioni sulla vita e su se stessa. Perchè Vittoria è una zia invisa al padre che Giovanna non ha mai visto ma che ora con forza vuole conoscere.

Per farlo Giovanna dovrà affrontare un mondo nuovo e diverso, fatto di persone con una diversa estrazione sociale ma soprattutto un diverso vissuto più crudo ed intenso.

E soprattutto un po’ alla volta vedrà sgretolarsi le certezze dell’infanzia per scoprire che il mondo degli adulti è molto diverso da quel mondo lineare e disciplinato che lei immaginava.

la vita bugiarda degli adulti

La recensione

Faccio una premessa. La critica si è a lungo arrovellata sulla vera identità della Ferrante. Io ho seguito da lontano la cosa, sinceramente poco interessata.

Da sempre mi sono disinteressata dalla biografia degli scrittori. Quello che conta per me sono i libri in sè, a cui mi voglio accostare libera dai pregiudizi. Conoscere le vicende personali dei loro autori, invece, ha sempre finito con il condizionare il mio giudizio, portarmi a fare pensieri legati al loro vissuto che mi hanno sempre guastato il piacere di leggere.

Quindi a me di chi sia la Ferrante non importa nulla, se non per un verso. Dopo aver letto L’Amica geniale mi è venuto il forte dubbio che i libri precedenti non fossero stati scritti dalla stessa persona. I sentimenti morbosi e patologici presenti in titoli quali L’amore molesto o I giorni dall’abbandono poco avevano a che fare con le intemperanze di Lila.

Questa piccola premessa per dire che accostandomi a questo libro non sapevo cosa aspettarmi, se la Ferrante di prima o di dopo.

Dall’incipit è chiaro che lo stile di scrittura è quello dell’Amica geniale. Così come l’evento da cui scaturisce tutta la storia, la frase inopportunamente pronunciata dal padre di Giovanna.

Ma il percorso di Giovanna verso l’età adulta è segnato da sentimenti che talvolta riecheggiano la potenza distruttiva dei romanzi iniziali della Ferrante. Si tratta però di un eco remoto, di un vago sentore di quel buco nero che si nasconde dentro l’animo umano.

Qui gli eccessi si intravedono, si sfiorano, ma non si raggiungono mai perchè prevale il concetto di opportunismo. Il mondo degli adulti che circonda Giovanna è popolato di persone che non arrivano mai a toccare il fondo, si fermano sempre un attimo prima della distruzione grazie ad un innato spirito di autoconservazione.

Il romanzo mi è piaciuto ma non mi ha convinto fino in fondo.

  • LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI
  • pp. 336 – prezzo €19,00
  • Edizioni e/o
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