Crossroad

Vi annuncio che FINALMENTE con il suo ultimo romanzo Crossroad possiamo affermare senza tema di smentita che Jonathan Franzen è tornato.

Se come me avevate comincato ad indulgere nella debolezza di credere che dopo lo sfacelo di Libertà e l’ancor più terribile distastro di Purity per il nostro Jonathan non ci fossero più speranze ricredetetevi.

Il miracolo si è compiuto e dopo i due precedenti e terribili scivoloni finalmente ritroviamo il grandioso Franzen de Le correzioni.

Crossroad : la trama

Ci troviamo agli inizi degli anni settanta nella piccola cittadina di New Prospect a pochi giorni dal Natale.

crossroad

La famiglia del reverendo Russ Hildebrandt non sta però trascorrendo giornate serene.

Lui si sente incalzare sempre più dalla passione per una sua parrocchiana. Sua moglie Marion proprio in questi giorni si trova a fronteggiare, dopo tanti anni, ricordi passati che ha cercato di seppellire. Il figlio maggiore, Clem, è ossessionato da un dilemma morale che lo costringe a prendere posizione rispetto alla guerra dal Vietnam. Sua sorella Becky invece è per la prima volta seriamente interessata ad un ragazzo e questo sposta l’asse della bilancia in base alla quale la ragazza ha sino ad ora vissuto. L’altro fratello, Perry, ha seri problemi a venire a contatto con la realtà senza l’aiuto di sostanze stupefacenti che ne alterino la sua percezione.

In pochi giorni le vite di ognuni arriveranno al punto di svolta.

La recensione

Se vi sono sembrata entusiasta di questo libro non avete avuto di certo un’impressione sbagliata.

Ci troviamo di fronte ad un piccolo capolavoro che finalmente è in grado (quasi) di eguagliare Le correzioni.

Parto da una visione d’insieme. Sebbene Franzen non sia credente, il senso generale del libro ruota intorno ai dilemmi morali legati all’applicazione della bontà nel quotidiano. Essere altruista, fare del bene. In che modo questo afllato dell’anima è conciliabile con l’umanissima propensione all’egoismo ed al soddisfacimento unicamente dei propri desideri?

Ogni personaggio cerca di trovare una risposta a questi interrogativi scontrandosi con una realtà che finisce per sopraffarlo. Franzen infatti sceglie figure che non solo si dibattono in dilemmi morali, ma che portano con se un bagaglio di esperienze vissute che rende il loro presente oltremodo complesso.

E nell’implacabile applicazione dell’atavico principio della tragedia greca “le colpe dei padri ricadono sui figli” i problemi (non di certo irrilevanti) nascosti nel passato dei coniugi Hildebrandt condizionano il presente dei loro figli gravandoli in partenza di un peso di cui loro non hanno coscienza.

Ogni figura è ben tratteggiata nella sua umana imperfezione lasciando poco scampo alla speranza. Una visione abbastanza fatalistica dello scontro tra bene e male che però mi ha tenuta incollata per tutte le sue 640 pagine.

Letture consigliate legate a Crossroad sono “I provinciali” di Jonathan Dee, “I formidabili Frank” di Michale Frank e “Il seggio vacante” di J.K. Rowling.

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