Grand Hotel Europa

Ogni tanto mi capita mi fare delle belle scoperte e sicuramente Grand Hotel Europa dell’olandese Ilja Leonard Pfeijffer è una di questa.

Ilja Leonard Pfeijffer si è rivelato una scoperta solo per me, perchè si tratta di un autore che ha raggiunto una grande notorietà anche qui in Italia con il suo precedente romanzo La Suprema (peraltro ambientato a Genova dove lui vive ormai da parecchi anni).

Grand Hotel Europa: la trama

Lo scrittore olandese Ilja si rifugia al decadente Grand Hotel Europa per leccarsi le ferite dopo la chiusura della storia con il suo grande amore Clio.

grand hotel europa

Ilija decide di esorcizzare il suo dolore mettendo nero su bianco il racconto della loro storia, in una ricostruzione che ci porta per mano attraverso la loro conoscenza sino alla inesorabile fine.

Questa ricostruzione si alterna al racconto delle sperienze vissute in albergo, dove Ilija si imbatte in curiose figure umane dalle vicende assai particolari.

In ogni episodio raccontato c’è lo spunto per una riflessione sull’impatto del turismo di massa sul mondo odierno.

Recensione

Può sembrare troppo semplicistico definire bello questo romanzo ma in effetti di questo si tratta: di un bel romanzo.

Il racconto crea un equilibrio perfetto tra la storia narratta e le riflessioni che l’autore fa sul turismo di massa. Detta così potrebbe sembrare una storia di pesantezza inaudita. Al contrario Ilja Leonard Pfeijffer riesce a tenere il lettore avvinto a pagine e pagine di riflessione, che scorrono via con naturalezza perfettamente inserite nel contesto del racconto.

Ed ecco quindi che, ad esempio, la romantica Venezia ci mostra il suo lato oscuro che a noi italiani non è del tutto sconosciuto poichè, sporadicamente, capita di sentire in qualche telegionarle del malcontanto dei residenti.

Interessante ed ilare la dissacrante descrizione degli odierni turisti, schaivi dell’apparenza in una società che si nutre solo di immagini da postare sui social network.

Ilja Leonard Pfeijffe riesce a tenere viva l’attenzione del lettore per quasi tutte le 600 pagine del libro, anche se in alcuni punti, soprattutto verso la fine, ammetto che il racconto comincia ad essere un po’ ridondante. Un centinaio di pagine di meno di meno avrebbero giovato.

La vera pecca, se una pecca vogliamo trovarvi, sono le scene di sesso volutamente esplicite. Così come un passaggio cruento riguardante il racconto di alcune torture medioevali che sembra davvero buttato lì a caso, per fare colore, non essendo in alcun modo legato alla trama. So benissimo che gli scrittori vengono “obbligati” dalle case editrici ad inserire elementi narrativi di questo tipo. Ma credo sia opportuno ogni volta sottolineare quanto siano inutili e, a mio avviso, anche offensivi.

Perchè si parte dal presupposto che il lettore sia una persona “povera” che non possa apprezzare la bellezza del libro di per sè, ma necessiti di un intermezzo piccante per poter giungere alle ultime pagine del libro.

Ma passando oltre la mia vena polemica consiglio spassionatamente Grand Hotel Europa non solo per la sua intrinseca bellezza ma anche per un concreto spunto di riflessione su temi non trascurabili.

Come letture che appassionano ma fanno riflette vi consiglio anche Paese infinito di Patricia Engel e Per sempre altrove di Patrizia Cagni.

  • GRAND HOTEL EUROPA
  • pp. 608 – prezzo € 18,00
  • Nutrimenti

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