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Il gioco della vita

Finalmente nelle mie mani “ Il gioco della vita” il secondo volume della saga di Jalna dell’autrice canadese Mazo de la Roche.

Lo aspettavo con ansia dopo aver divorato il primo (pubblicato in Italia con il titolo di Jalna).

Prima di parlare del libro però richiamo la vostra attenzione sulla figura formidabile di Mazo de la Roche. Famosissima ai suoi tempi ma anche gelosissima della sua privacy. Della sua vita privata si sa pochissimo.

Convisse per quasi tutta la vita con Caroline Clement che ufficialmente aveva adottato come sorella per poter giustificare la sua presenza.

Altra curiosità, questa di stampo prettamente letterario, è che i suoi libri ai tempi si contesero il primato delle vendite con Via col vento di Margaret Mitchell che fu dato alle stampe in quegli stessi anni.

Il gioco della vita : la trama

Il gioco della vita prende le mosse poco tempo dopo la fine di quello precedente.

Ritroviamo la situazione della famiglia Whiteoaks così come l’avevamo lasciata.

Quindi la famiglia al gran completo a Jalna ad eccezione di Eden, scappato dopo la leggerezza commessa con la cognata Pheasant e di cui non si hanno notizie.

Questa volta la storia gira soprattutto intorno alla figura del giovane Finch che ritroviamo ancora afflitto dal peso delle aspettative familiari.

il gioco della vita mazo de la roche

Dopo aver fallito gli esami di accesso all’università Finch viene privato da Renny della possibilità di suonare il pianoforte, ritenuto responsabile dell’ennesimo fallimento.

Fich però sta crescendo e fa nuove esperienze nel mondo. Sarà lui a richiamare Alayne nel vortice della famiglia ed a causare il ritrovamento di Eden.

Questo li porterà a trascorrere un’ultima estate tutti insieme al termine della quale Jalna non sarà più la stessa.

La recensione

Ammetto che l’inizio del Il gioco della vita è un po’ lento.

Ero pronta ad essere ricatapultata di botto nella folle vita corale della famiglia Whiteoaks ed il trovarmi di fronte ai “dolori del giovane Finch” mi ha spiazzata.

Povero Finch. Un’animo incompreso che però anche io fatico non poco a sopportare.

La sua assoluta mancanza di forza interiore è estenuante ed il povero Finch non fa che piangersi addosso e rimanere inerme di fronte a tutto quello che accade.

Nemmeno la benevolenza della nonna, intenzionata a dare uno scossone al suo destino, riesce a tirarlo fuori da quell’involucro che Finch si è costruito intorno con tenacia per difendersi dagli attacchi del mondo (per lui rappresentato solo ed esclusivamente dalla propria famiglia).

Per fortuna sua, ma anche nostra, nelle ultime pagine sembra vedersi un barlume di speranza anche se fossi in voi non ci farei troppo affidamento.

Contraltare di Finch in questo volume è Eden. Altro animo poetico della famiglia. Egualmente incompreso nelle sue ambizioni ma capacissimo di difendersi, anzi, in grado di rivoltare ogni circostanza a proprio vantaggio e godersi la vita.

Nonostante il suo opportunismo alla fine è inevitabile avere un debole per lui, foss’anche solo perché si arriva stremati dalle perenni angosce di Finch.

Invece come sempre è magistrale la famiglia nel suo insieme.

Potrei passare ore ed ore a leggere i loro battibecchi, le pretese assurde della nonna Adelaide, i solenni momenti dei pasti, le loro incrollabili convinzioni.

La saga è composta da ben 16 volumi. Mazo de la Roche non li ha però scritti seguendo una lineare consecutio temporum. Il suo obbiettivo era renderli fruibili anche singolarmente.

Fatto sta che al termine de Il gioco della vita ci lascia ancora una volta con il fiato sospeso e desiderosi non poco di capire cose è successo a due personaggi in particolare. Non vi anticipo nulla (così come non ho fatto cenno ai colpi di scena importanti del volume) per non rovinarvi la sorpresa.

Posso solo consigliarvi di correre in libreria a comprarlo!

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