Il padrone di Jalna

Aspettavo con ansia Il padrone dio Jalna per potermi nuovamente immergere nelle magiche atmosfere create da Mazo de la Roche.

Quarto volume della saga fa seguito a : Jalna, Il gioco della vita e La fortuna di Finch.

Il padrone di Jalna: la trama

In questo quarto volume l’azione si svolge esclusivamente a Jalna che torna ad essere il centro catalizzatore della vita di tutti i membri della famiglia.

il padrone di jalna

I fili della trama questa volta si snodano a partire da Renny Whiteoak che dopo la morte della nonna Adeline ha assunto sulle sue spalle il compito di proteggere e tenere uniti i membri della famiglia che sono tutti egualmente cari al suo cuore.

Di questo non si dà pace la moglie Alayne che continua a struggersi di desiderio per lui ma si vede relegata ad un ruolo pari a quello di tutti gli altri abitanti della casa. Anche la nascita della loro bambina, Adeline, non ha modificato in alcun modo gli equilibri. La bambina anzi sembra ricoprire quasi un ruolo di antagonista rispetto alla madre.

Non mancano le preoccupazioni economiche. Non ci sono entrate suffcienti e le spese continuano ad aumentare.

Come se questo non bastasse fanno capolino come sempre ripicche e gelosie che trovano terreno fertile tra i caratteri intemperanti dei Whiteoak.

La recensione

Ne Il padrone di Jalna quarto volume della saga Mazo de la Roche segna il punto di svolta della storia della famiglia.

I suoi membri diventano maturi e reclamano una propria, seppur piccola, indipendenza.

Parallelamente le asperità del carattere di tutti non fanno che accentuarsi, e questo non solo tra i membri della famiglia in senso stretto.

Ritroviamo ad esempio un Alayne più agguerrita ma anche più rabbiosa. Un Finch che finalmanre riesce, almeno in parte, ad arginare il suo disagio ed a contrastare il volere degli altri. Un Renny inquieto, preoccupato per la famiglia ed incapace di comprendere e cavalcare il cambiamento.

Sono tutti talmente testardi e miopi nel loro ristretto universo che non vi nascondo di aver propvato sentimenti di insofferenza un po’ alla volta nei confronti di tutti.

Ma questo loro particolare microcosmo, sebbene con caratteristiche portate all’estremo, resta sempre un affascinante caricatura di quello che è la vita reale. Le mie origini “terrone” portano con se un bagaglio di esperienze familiari molto simili. L’effetto claustrofobico della famiglia lo conosco bene e ne sono attratta e allo stesso tempo respinta in egual misura.

Allo stesso modo non si possono non amare ma anche odiare allo stesso tempo i Whiteoak.

Se non avete ancora modo di leggere nessun libro della saga vi consiglio caldamente di correre ai ripari, e cominciare dall’inizio prima di approdare a Il padrone di Jalna.

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