Naufraghi del destino

L’imponenete Naufraghi del destino è opera di Julia Navarro.

La Navarro è autrice non solo di romanzi, ma anche di molti saggi politici sull’attualità spagnola. Ho letto un sono romanzo parecchi anni fa (La fratellanza della sacra sindone) ma non ne ero rimasta particolarmente colpita a differenza di questa volta.

naufraghi del destino

Naufraghi del destino: la trama

Siamo a Madrid nel 1941. Mentre l’Europa è devastata dalla seconda guerra mondiale, gli spagnoli fanno i conti con le conseguenza della guerra civile. Il regime franchista perseguita e punisce tutti i propri oppositori.

Il padre di Fernando Gazo, rispettabile editore prima della guerra. è in prigione. Ora Fernando cerca di sopravvivere insieme alla madre facendo due lavori.

Il padre di Eulogio Jiménez è morto nel conflitto e lui, per salvare l’americano Marvin Brian è rimasto zoppo.

Marvin pur essendo estraneo al conflitto ne è rimasto coinvolto riportando ferite nel corpo e nell’anima.

Ed infine Caterina Vilamar appartenente ad una famiglia schierata dalla parte dei vincitori ma rovinata dai debiti accumulati in guerra.

Fernando Eulogio e Caterina sono amici fin da bambini ed il concatenarsi degli eventi li porterà ad abbandonare insieme Madrid per intraprendere un viaggio che li farà crescere e seguire strade molto diverse da quelle che avevano sognato da ragazzi.

Recensione

Come vi accennavo in precenda Naufraghi del proprio destino non è il primo romanzo di Julia Navarro che leggo ma, a differenza della volta precedente, sono rimasta colpita favorevolemente (anche se non completamente).

La mole del romanzo è imponente, ma il dipanarsi degli eventi in continenti diversi con problemi diversi rende la sua lunghezza giustificata (sebbene spesso e volentieri l’autrice indugi con troppa insistenza su considerazioni ridondanti che cambiavano nella forma ma non nella sostanza nell’incedere del romanzo).

La ricostruzione storica è complessivamente soddisfacente sebbene sia più interessante per quanto riguarda la situazione spagnola, un po’ superficale ed approssimativa per gli altri cotinenti (ma non sarbbe potuto essere altrimenti, Spagna Francia ed Egitto erano un progetto un tantino ambizioso).

Il tormento interiore dei personaggi è reso in maniera vivida e coinvolgente. Attenzione, per quanto mi riguarda il coinvolgimento era pieno e proporzionale alla rabbia in me suscitata da tutti i protagonisti del libro. L’obbiettivo della Navarro di mostrare gli uomini nella loro assoluta imperfezione è stato raggiunto in pieno. Onestamente personaggi più imperfetti di così si riescono a trovare raramente. a fronte di vaghi barlumi di bontà tutti si distinguono per ottusità, orgoglio e tanti tanti pregiudizi.

Nessuno riesce a salvarsi e anche quelli che sembravano personaggi positivi riescono comunque, anche solo in calcio d’angolo, a distruggere quanto di buono costruito nella vita.

Un romanzo che è un vero e proprio monito a come non si dovrebbe vivere e a come rancore testardaggine ed odio siano la causa di molti mali del mondo.

Un affresco dell’umanità non simile a quello di Naufraghi del destino ma comunque molto negativo lo trovate in Il seggio vacante.

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