Nella terra dei peschi in fiore

Nella terra dei peschi in fiore è il primo romanzo di Melissa Fu ispirato alla storia della sua famiglia.

Come sempre sono poco interessata alle vicende personali degli autori, ma in questo caso sapere che un racconto di questo tipo si basa su epeserienze familiari e non è frutto di una pura ricostruzione senz’anima dona sicuramente un valore aggiunto al romanzo.

Nella terra dei peschi in fiore: la trama

La storia inizia nel marzo 1938 con l morta del marito di Meilin in guerra.

nella terra dei peschi in fiore

Meilin e suo figlio Renshu rimengono con la famiglia del marito sino a quando l’avanzare del conflitto non li costringe a scappare tutti dal piccolo paesino dove vivevano.

Queto segna l’inizio di anni di peregrinazioni e perdite. Meilin fa grandi sacrifici per cercare di dare una vita dignitosa al figlio. Sacrifici che continuano anche alla fine della guerra quando i contrasti politici interni mettono di nuovo in pericolo la loro vita.

Dopo l’ennesimo trasferimento (questa volta a Taiwan) gli anni passano e Renshu diventa grande. Riesce a vincere una borsa di studio e ad andare a studiare in America. Anche qui lo seguiranno le ombre del suo passato e conquistare un po’ di serenità si rivelerà più complicato del previsto

Recensione

Ad una lettura superficiale Nella terra dei peschi in fiore sembra il tipico romanzo a metà tra un best seller ed un romanzetto d’avventura.

Non entra davvero dentro i personaggi, cerca di farlo ma ci trasmette un immagine incompleta che non ne coglie mai la vera essenza.

Ma non è quello ciò che va ricercato in questa storia. Bisogna intenderla come un racconto corale, che ci trasmette il disagio della guerra e di un popolo tutto che ne sente le conseguenze.

Bisogna guardare con attenzione come la vita delle persone venga distrutta, come il loro futuro diventi difficile da riscostruire e come sia impossible riprendere il filo della propria vita dove lo si è lasciato.

Ma anche gli strascichi che inevitabilmente finiscono con l’avviluppare il presente di chi è sopravvissuto.

Altro punto su cui riflettere è poi la mancanza di libertà legata all’instabilità politica ed ai regimi dispotici.

Come vi dicevo la lettura è estremamente scorrevole, il libro vi scivola letteralmente via senza richiedere grande sforzo.

Se amate le atmosfere orientali vi rimando anche a Sotto la pioggia di Pitchaya Sadbanthad, Quando le montagne cantano di Nguyễn Phan Quế Mai e Cinquanta modi di dire pioggia di Asha Lemmie

  • NELLA TERRA DEI PESCHI IN FIORE
  • pp. – prezzo € 18,00
  • Editrice Nord

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