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Olive ancora lei

Come un fulmine a ciel sereno (almeno per me) a distanza di un decennio dalla pubblicazione di Olive Kitteridge di Elizabeth Strout è stato dato alle stampe il suo seguito: Olive ancora lei.

A causa del mio proverbiale disinteresse per la vita degli autori ero assolutamente impreparata a questa novità che mi ha spiazzato e piacevolmente sorpreso.

Olive ancora lei : la trama

Il romanzo prende le mosse un mesetto dopo la conclusione di quello precedente, riannodando i fili del racconto rimasto in sospeso.

Ritroviamo quindi Olive alle prese con la conoscenza di Jack Kennison, anche lui diventato vedovo da non molto tempo.

Ma dopo questo primo capitolo in cui la storia si ricompone, la Strout fa un enorme balzo temporale in avanti. Che si ripete alcune volte nel corso del libro, per farci comprendere cosa succede nella vita di Olive e gli sviluppi che la contraddistinguono negli anni della vecchiaia.

olive ancora lei

Accanto alla sua storia, così come nel precedente romanzo, vediamo sprazzi della vita di altri cittadini di Crosby (la piccola cittadina del Maine dove Olive abita).

In alcuni casi sono storie che la Strout ci ha già fatto vedere e di cui leggiamo la conclusione.

La recensione

Mi sono accostata ad Olive ancora lei con una punta di scetticismo. Credevo che Olive ci avesse raccontato tutto il possibile e che non ci fosse altro da aggiungere. Mi sbagliavo.

Olive entra nell’ultima parte della sua vita. Le intemperanze giovanili ed il fuoco della mezza età sono rimasti indietro.

Olive mette a frutto le sue esperienze di vita. Si rassegna di fronte a situazioni che non possono essere modificate. Accetta la sua vita, nel bene e nel male, e cerca il modo di viverla al meglio.

Il suo amore per Jack ne è una chiara esemplificazione. Jack è una persona completamente diversa dal primo marito di Olive.

Ma Olive è cresciuta, è in grado di mettersi in discussione ed affrontare un rapporto diverso e maturo.

La piena conoscenza di sè e della vita ci regala una maturità tale da consentirci di intessere relazioni adatte a ciò che si è diventati nel corso della vita. Non solo in amore. Ma nei rapporti con i figli e con il resto del mondo.

Per fortuna la nota caustica di Olive non è venuta meno, così come la sua lucida visione della realtà che la circonda (che però sino ad ora non era riuscita ad usare con se stessa).

E’ stata inoltre una piacevole sorpresa scoprire che in questo volume si intrecciano non solo le storie di personaggi incontrati in quello precedente, ma anche di altri romanzi della Strouth. Incontriamo infatti i fratelli de “I ragazzi Bruges” e la ISabelle di “Amy e Isabelle”.

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