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Storia della nostra scomparsa

Storia della nostra scomparsa è il primo romanzo di Jing-Jing Lee. Nata a Singapore ma attualmente residente ad Amsterdam, ha esordito con dei racconti e poi con un libro di poesie.

Storia della nostra scomparsa: la trama

A Singapore negli anni della seconda guerra mondiale la sedicenne Wang Di viene rapita dalle truppe giapponesi (che all’epoca occuparono l’isola) e rinchiusa in un bordello per soldati.

Sopravvissuta per miracolo alle violenze subite torna in un mondo in cui non c’è più posto per lei. L’accaduto rappresenta una macchia indelebile che marchia a fuoco lei e la sua famiglia.

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Ma Wang Di riesce a sposarsi con un uomo buono che allevierà le sue sofferenze.

Solo però dopo la sua morte riuscirà a fare i conti con il suo passato e ad affrontare davvero le sofferenze subite.

La recensione

Come dico sempre i libri sono un modo per conoscere il mondo e quello che accade guardandolo con una prospettiva empatica e personale.

La Lee scrive questo romanzo basandosi sulle vicende toccate in sorte alla propria famiglia. e già questo rende il romanzo una testimonianza personalissima e preziosa. Viene affrontato un tema che, almeno per quanto mi rigurada, mi era completamente ignoto.

Le “donne di conforto” ovverosia donne schiavizzate sessualmente negli anni dell’occupazione giapponese di Singapore durante la seconda guerra mondiale (all’incirca tra il 1942 ed il 1945).

In quegli anni vennero aperti numerosi bordelli (le comfort station) dove i milatari andavano a soddisfare i propri bisogni, non solo a Singapore ma in tutti i territori occupati dai giapponesi. Ma non associate la parola bordello ad un luogo di piacere (per gli uomini) caldo e confortevole. Giovani ragazze venivano rapite e richiuse in stanze minuscole e sporche dove erano cotrette a soddisfare decine e decine di uomini al giorno in condizioni igieniche precarie. Morirono in tantissime per malattie, aborti e suicidi.

Le sopravvissute furono marchiate a vita dall’accaduto. Non solo riportarono ferite dell’anima insanabili, ma vennero anche additate e messe al bando da una società maschilista.

Le donne di conforto in una società maschilista

E questo è l’altro aspetto interessantissimo del libro. La protagonista, primogenita, viene chiamata Wang Di che significa “Speranza di un fratello”. La sua venuta al mondo viene vissuta come un incidente, una sfortuna che i genitori sperano in futuro non ricapiti. Il valore di una donna è nullo, anzi una donna è solo un peso per la famiglia.

Che accoglienza quindi poteva aspettarsi Wang Di di ritorno dalla brutale esperienza subita? Solo vergogna e disonore. Additata da tutti nel suo villaggio di origine, Wang Di deve vivere nascosta per evitare problemi alla sua famiglia. Il disonore è talmente grande che lei nasconderà per tutta la vita l’accaduto.

E questo è quanto accaduto realmente alle sopravvissute che oltre al danno hanno subito anche la beffa del rifiuto della loro società.

Così questo libro diventa una buona occasione per riflettere. Le libertà di cui godono oggi le donne si basano su tante sofferenze e soprusi del passato. La dignità delle donne è sempre stata calpestata. In modo diverso in ciascun paese. Ma nello stesso modo implacabile.

Purtroppo però il genere umano si è sempre contraddistinto per la sua scarsa memoria. Bastano sempre pochi anni di relativo benessere per dimenticare ogni tipo di sofferenza del passato. E così oggi le donne, ad esempio, si lamentano il giorno della festa della donna. Non capiscono che è solo un occasione per non dimenticare. Perchè in un attimo si può ripiombare in un mondo in cui sono gli uomini a comandare. I diritti delle donne sono precari e possono essere portati via al primo soffio di vento.

Mi scuso se questa recensione è sfociata in una sorta di sermone, ma credo che esortare uomini e donne a riflettere e a non dimenticare il passato non sia mai tempo sprecato.

  • STORIA DELLA NOSTRA SCOMPARSA
  • pp. 400 – prezzo € 17,00
  • Fazi editore

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