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Che Dio ci perdoni

Che dio ci perdoni è il primo libro di A. M. Homes che leggo.

La Homes è un autrice americana molto benvoluta dalla critica. Ma io, sebbene trovi questo romanzo una valida lettura, non concordo in pieno su quanto scritto dalla critica su di lei. Ma andiamo con ordine.

Che Dio ci perdoni: la trama

Harold Silver è un uomo pacato e poco appariscente, al contrario del suo ingombrante fratello George.

Harold è titolare di una cattedra universitaria di un corso minore, senza figli e con una moglie completamente dedita al lavoro.

che dio ci perdoni

Un giorno però George inspiegabilmente perde la lucidità e provoca un incidente stradale mortale. Partiranno da qui una serie di eventi concatenati che vedranno la vita di Harold sgretolarsi un pezzo alla volta per poi ricomporsi in maniera nuova.

La recensione

Partiamo dal presupposto che si tratti indubbamente di un bel libro.

Grazie alla sua narrativa scorrevole si lascia leggere con estrema facilità e con altrettanta facilità ti trascina nel suo mondo.

Personalmente però non amo troppo questa tipologia di racconti e onestamente, nonostante la sbandierata originalità dell’autrice (da parte della critica), riesco tranquillamente ad individuare altri romanzi che in qualche modo sono “simili a questo”. Nel leggerlo infatti mi si sono presentati alla mente svariati titoli di Anna Tyler (ovviamente “Turista per caso” ma anche “Come un santo” o “Per puro caso” solo per citarne alcuni) come pure “L’imprevedibile viaggio di Harold Fry” di Rachel Joyce.

In questi romanzi, sia pure con le dovute difformità e con stili più o meno convincenti, il protagonista di turno è un personaggio secondario della vita (sua e degli altri), privo di ambizioni e dal carattere debole.

In ciascun libro un evento scatenante esterno infrange l’equilibrio della vita del protagonista inducendolo a cambiare. Purtroppo trattandosi di un cambiamento indotto da circostanze sempre piuttosto assurde porta a conseguenze assurde. Il protagonista solo apparentemente acquisisce forze e consapevolezza di sè. Se si guarda con attenzione ci si accorge che in realtà questo non fa altro che subire le circostanze esterne che gli piovono a frotte addosso, sopravvivere e poi riassestarsi in un nuovo equilibrio statico quanto quello precedente.

Per questo motivo nel romanzo della Homes la parte più interessante è sicuramente costituita dalle storie minori ed improbabili che si susseguono nel corso della narrazione. I personaggi minori sono in fondo quelli con maggior spessore o comunque con maggior spirito vitale.

  • CHE DIO CI PERDONI
  • pp. 496 – prezzo 19,00€
  • Feltrinelli

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