Zucchero bruciato

Zucchero bruciato romanzo d’esordio di Avni Doshi, accolto in maniera estremamente calorosa dalla critica.

Zucchero bruciato: la trama

Antara è legata a sua madre Tara da un rapporto di amore/odio.

zucchero bruciato

Tara ha vissuto una vita di assoluta indipendenza, sempre in spregio dei vincoli imposti dalla società. E per poter affermare la propria libertà ha calpestato chi le stava di fianco, vale a dire sua figlia.

Preoccuparsi di se stessa comportava la necessità di non preoccuparsi di altri e Antare cresce con un vuoto che difficilmente può essere colmato.

Quando la madre comincia a mostrare segni di demenza precoce Antare cerca di aggrapparsi a quello che resta di lei prima che sia troppo tardi, alla ricerca di risposte che la madre non sarebbe comunque in grado di darle.

Recensione

In Zucchero bruciato Avni Doshi si avventura nel tema del rapporti figli che si sentono abbandonati dai genitori. Sebbene il mondo straripi di romanzi che ne parlino LA Doshi riesce comunque a trovare una chiave per dimostrarsi originale.

Del resto anche se il mondo è pieno di storie di abbandono, nessuna è uguale all’altra e il dolore e la reazione di ogni persona rende la sua storia unica.

Innegabile che la mancanza di quella stabilità che solo la certezza dell’amore dei propri genitori può dare ha spesso e volentieri strascichi che non si risolvono mai. Aggiungo come considerazione personale fatta a tempo perso che ritengo comunque non indispensabile risolvere necessariamente tutti i propri problemi emotivi nella vita. Esiste la via di mezzo dell’imparare a gestirli.

La nostra protagonista invece non ha alcuna voglia di affrontarli con serietà, nè tantomeno vuole imparare a gestirli. Dopo averci sguazzato per una vita, il suo precario equilibrio viene definitivamente mandato in crisi da una gravidanza. A questo punto assistiamo alla sua discesa negli inferi, con una rabbia ed un risentimento che travolgono tutto quello che le si para davanti.

Quest’ultima parte del romanzo è di forte impatto, soprattutto per chi ha ha vissuto il “dissesto” emotivo che un parto crea in una donna. La somma dei problemi porta ad un baratro al limite della follia e non siamo sicuri che alla fine la nostra Antara riuscirà a tirarsene fuori.

Se amate questo tipo di scrittura che scandaglia il lato oscuro dell’essere umano dovete leggere anche “I giorni dell’abbandono” di Elena Ferrante e “Quello che non sai” di Susy Galluzzo.

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