La notte, il sonno, la morte e le stelle

Nonostante trovandomi di fronte al titolo La notte, il sonno, la lmorte e le stelle sia rimasta interdetta e abbia pensato solo a quanto odi titoli lunghi e insensati, per fotuna non ho rinunciato all’dea di leggere questo nuovo romanzo di Joyce Carol Oates.

Sono andata sul sicuro (nonostante il fastidioso titolo) perchè in barba alla sua strabiliente prolificità la Oates non ho mai letto un romanzo di questa autrice che mi abbia delusa.

Qui qualche pecca c’è, ma nel complesso risulta davvero di poco conto.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalla trama.

La notte, il sonno, la morte e le stelle : la trama

John Earle “Whitey” McClaren ha superato i sessant’anni ed è un uomo di successo.

Una casa enorme, una moglie devota, cinque figli, un’attività di successo. Ha ricoperto anche la carica di sindaco di Hammond (città in cui vive) nel passato.

le notte, il sonno, la morte e le stelle

Un giorno di rientro da un pranzo di lavoro Whitey assiste al pestaggio ingiustificato di un uomo dalla pelle scura da parte della polizia. Accosta la macchina ed interviene. I polizziotti si scagliano contro di lui, lo malmenano e usano più volte i taser provocandogli un ictus che, dopo una degenza di alcune settimane in ospedale, lo porterà alla morte.

Di quanto accaduto è a conoscenza solo il giovane medico di colore,vittima originaria del pestaggio. I polizziotti danno all’ambulanza un altra versione ed i familiari non si rendono conto dell’accaduto.

Familiari la cui vita viene travolta dalla morte inaspettata ed improvvisa del padre. Evento che metterà in moto cambiamenti radicali in ciascuno di loro.

La recensione

La notte, il sonno, la morte e le stelle è un romanzo imponente di oltre 800 pagine.

Giustificate sicuramente dai tanti temi trattati che si susseguono.

Possiamo comunque individuare i due rami principali che sono da un lato lo sgurdo gettato sul volto razzista dell’America e dall’altro sull’impatto emotivo della perdita di una persona cara.

Non credo sia possibile per noi comprendere sino in fondo un razzismo radicato così a fondo nel tessuto di una società che da un lato trova inaccetabile qualsiasi attacco alla propria libertà ma dall’altro è in grado di disumanizzare totalmente un uomo in virù del colore della sua pelle.

Non voglio certo dire che qui da noi il razzismo non esista, ma ha origini diverse che non nascono da un retaggio che affonda le proprie radici nella perpetrazione della schiavitù.

Leggere le efferatezze della polizia e sapere che si tratta di qualcosa di reale (credo che ognuno di noi abbia ancora negli occhi le immagini della terribile morte di George Floyd) provaca un malessere quasi fisico.

Non è però sicuramente questo il tema portante, sebbene sia il sottofondo che accompagna tutta la vicenda.

Il romanzo racconta il lento sgretolarsi e poi ricomporsi dei familiari di Whitey McClaren.

Whitey non era di certo un uomo cattivo nè tirannico. Era un uomo carismatico che si prendeva cura della sua famiglia.

Le buone intenzioni spesso portano a conseguenze inaspettate, ed un po’ alla volta la moglie ed i cinque figli di Whitey scoprono che in assenza del suo carisma e delle sue aspettative possono essere persone diverse.

Assistiamo al crollo emotivo di tutti i personaggi ed alla loro difficlie risalita verso una inaspettata libertà. Sono figure completamente diverse le une dalle altre e questo rende la lettura sempre avvincente. Non mancano gli screzi e le gelosie proprie di una famiglia numerosa.

Un romanno bello e complesso che però, come vi dicevo, non è privo di qualche piccola pecca.

L’ho trovato lungo e ridonadante nel corpo centrale, nelle troppe e spesso estenuanti pagine dedicate alla figura della vedova, personaggio peraltro pusillanime che trova una sua collocazione solo alla morte del marito scoprendo un po’ di sano egoismo ma rimanendo priva di qualsiasi tipo di spessore.

Avrei preferito invece qualche pagina in più dedicata ai figli, tutte figure fondamentalmente instabili nonostante l’innegabile positività della figura paterna. Sarebbe stato interessante scavare ancora di più nel loro animo.

La figura della vedova mi ha portato alla mente “Vera” di Elizabeth von Arnim e “Le paggiori paure” di Fay Weldon (romanzi in cui però le pratagoniste vivono delle epifanie di ben altro spessore).


  • LA NOTTE, IL SONNO, LA MORTE E LE STELLE
  • pp. 914 – prezzo € 24,00
  • La nave di Teseo

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