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Per le strade di Tokyo

Per le strade di Tokyo è il bellissimo romanzo d’esordio di Nick Bradley.

Ve lo dico: questa volta non ero partita prevenuta, di più!

Il leggere che un autore nato in Germania e vissuto in Inghilterra a mio giudizio non deponeva assolutamente a favore di un romanzo che parlava di Giappone e giapponesi. Nemmeno il decennio da lui trascorso nel paese del Sol Levante era stato sufficiente a rassicurarmi. Ma mi sbagliavo e non di poco.

Per le strade di Tokyo: la trama

Per la strade di Tokyo è un racconto corale che si sviluppa nelle strade di Tokyo, una metropoli enorme che sembra quasi viva.

Una città che chiede un alto prezzo a chi vi abitae che rende le persone sono sole.

per le strade di tokyo

Ma qualcosa di strano accade nel laboratorio di uno dei pochissimi tatuatori tradizionali rimasti. Nell’eseguire un particolare tatuaggio proprio della cittàsulla schiena di una stranissima cliente, il tatuatore inserisce un piccolo gatto.

Quel gatto sembra muoversi all’interno del tatuaggio ed un giorno sparire per cominciare a girare per la città e fare da filo conduttore alle storie di tante persone che non sanno di essere in qualche modo legate tra di loro.

Recensione

La grande forza di questo libro è la profonda conoscenza della cultura giapponese dell’autore. Ma non a livello superficiale. Lui è riuscito a coglierne l’aspetto emotivo e poi a raccontarcelo “alla maniera occidentale”.

Il tradizione riserbo giapponese spesso si riverbera nel modo di scrivere dei suoi autori. I loro racconti sono estremamente delicati e si giocano sul non detto. Il che non è assolutamente un male.

Ma quando si legge un romanzo come questo si viene trascinati letteralmente al suo interno. Non si intuisce quello che i protagonisti provano, lo si vive.

Vi basterà arrivare alla fine del primo capitoloed alla stranissima storia di esordio per rimanere completamente affascinati.

E per quanto la lettura di una cultura da parte di chi proviene da un mondo diverso sia inevitabilmente falsata, questo libro riesce comunque a farci capire alcuni passaggi fondamentali del loro modo di pensare.

Parlo da appassionata del Giappone, che dall’età di 14 anni compra manga.

Al di là delle considerazioni a carattere culturale le storie che Bradley racconta sono belle e delicate come la cultura giapponese, ma allo stesso tempo estremanete moderne. Riflettono un diasgio del vivere in città che è comune ad ogni metropoli del mondo sebbene declinato poi con le caratteristiche di ciascuna cultura.

Credo abbiate intuito che vela la pena leggere questo libro quanto prima!

Se vi è piaciuto la forma narrativa di un racconto corale attraverso un intreccio di storie vi consiglio di leggere anche “Sotto la pioggia” interessante romanzo ambientato anch’esso in oriente (questa volta Tailandia).

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